Forte della sua presenza ultraquarantennale in Italia, Mehler Texnologies rappresenta l’interlocutore ideale per fare il punto della situazione sullo stato dell’arte dell’architettura tessile nel nostro Paese.  A partire dal 1982, anno dell’arrivo sul nostro territorio come produttore di protezioni solari, l’azienda ha ampliato progressivamente il suo raggio d’azione, giungendo a mettere la propria firma su realizzazioni che hanno lasciato il segno sia per il design che per la performance. Fra queste, la più eclatante forse è la copertura dei due assi principali di Expo Milano 2015, gli indimenticabili Cardo e Decumano, lungo i quali un numero impressionante di persone ha potuto camminare confortevolmente e in sicurezza, grazie ai 70mila mq di membrana stesi come protezione sopra le loro teste.

Abbiamo chiesto a Vincenzo Stefanelli, Direttore Generale di Mehler Texnologies Italia, di tracciare un quadro degli avanzamenti dei quali l’azienda è stata testimone, non solo come protagonista, ma anche nel ruolo di traino per l’intero comparto.

Vincenzo Stefanelli, Direttore Generale di Mehler Texnologies Italia

Mehler Texnologies è presente in Italia da oltre 40 anni. Come avete vissuto in prima persona l’evoluzione dell’architettura tessile nel nostro Paese?
Il clima italiano è stato il motivo principale per cui Mehler Texnologies è venuta in Italia nel 1982: qui abbiamo la fortuna di avere tanto sole, e quindi la necessità di creare tanta ombra. Dal nostro punto di vista questo si può realizzare in modo semplice e duraturo con i nostri tessuti spalmati VALMEX o AIRTEX. In realtà, il marchio VALMEX aveva già 44 anni quando abbiamo iniziato la nostra attività in Italia, e l’azienda Mehler aveva addirittura 145 anni, infatti la società è stata fondata in Germania nel 1837.
In Italia Mehler Texnologies vende ancora principalmente prodotti per la protezione solare, ma stiamo riscontrando un crescente interesse per le membrane dell’ architettura tessile. Naturalmente, un notevole richiamo per questo tipo di applicazione è stata l’Expo di Milano nel 2015. Stando all’inizio del Decumano, per esempio, difficilmente si riusciva a vedere la parte finale della copertura  realizzata  con il nostro tessuto VALMEX. La struttura a membrana a forma di croce del Cardo e Decumano “era visibile anche dalla Luna”.

Decumano EXPO Milano – Foto Taiyo Europe

Oltre alla protezione solare, quali sono le applicazioni attualmente più diffuse in Italia? Si può parlare di un trend prevalente?
A parte i progetti di protezione solare, che rappresentano l’esempio più ricorrente di applicazione dell’architettura tessile in Italia, sempre più spesso vediamo anche rivestimenti di edifici. Si tratta di strutture permanenti, per lo più verticali, in grado di avvolgere interi edifici con uno strato di tessuto omogeneo. Oltre al confortevole effetto rinfrescante che queste reti offrono all’interno dell’edificio, è rilevante la grande varietà di opzioni a livello estetico all’interno dei nostri ambienti urbani. Le facciate rivestite risaltano in un ambiente ancora dominato dal cemento e dal vetro. Ci auguriamo che l’uso di rivestimenti per facciate sia una tendenza che favorisca l’impiego di strutture leggere all’interno di un ambiente edificato.

Cincinatti Mehler Texnologies

Fra i progettisti che operano sul territorio nazionale, quanto è diffusa la predisposizione verso l’adozione di strutture tessili nelle loro opere?
Sinceramente, ci potrebbero essere molti più progetti di architettura tessile se solo i designer fossero abbastanza coraggiosi da buttarsi nell’affascinante mondo delle costruzioni leggere. In Italia ci sono un paio di studi di progettazione di fama mondiale, con grande esperienza nell’ingegneria, così come aziende specializzate nella costruzione di membrane di architettura tessile. Purtroppo l’architettura tessile non ha un ruolo importante nella formazione di futuri architetti e ingegneri. Quindi non sono molti i designer che impiegano queste membrane per realizzare costruzioni leggere.
Recentemente abbiamo visto interessanti progetti di ricerca al  Politecnico di Milano. Pertanto in futuro speriamo di vedere un maggior numero di realizzazioni di architettura tessile anche in Italia: i laureati del  Polimi avranno certamente un’idea molto più chiara dell’architettura a membrana.
Considerando l’instabilità che la maggior parte dei settori si trova ad affrontare in questo momento, è più che ovvio che “l’agilità” dell’architettura tessile possa svolgere un ruolo importante nel far fronte a parametri in continua evoluzione.

Decumano EXPO Milano – Foto Taiyo Europe

L’architettura soft è meglio posizionata rispetto a quella tradizionale per quanto riguarda l’impatto ambientale. Quali strade si stanno percorrendo per rendere le strutture tessili ancora più sostenibili?
L’edilizia è responsabile di circa il 40% delle emissioni mondiali di  CO2. Per questo motivo, tutti coloro che sono coinvolti in questo settore sono molto attenti nell’utilizzo di materie prime e di energia impiegata nei materiali da costruzione.
Quando si parla di architettura tessile,  potremmo dire che siamo già molto avanti. Essenzialmente forniamo materiali leggeri che vengono utilizzati in costruzioni  altrettanto leggere. Seguendo il principio della ruota a raggio, per esempio, è possibile rivestire spazi vasti come stadi con cavi d’acciaio di circa 70mm di diametro e membrane che pesano solamente intorno a 1,5 kg/mq.
I tessuti in poliestere spalmati con polimeri hanno il vantaggio di essere riciclabili. Considerando che un progetto fatto con membrane all’avanguardia può durare oltre 30 anni, stiamo parlando di un processo di riciclaggio che avrà luogo nel 2050 o più avanti. Mehler Texnologies desiderava presentare una soluzione sostenibile che fosse efficace qui e ora, così da un paio d’anni proponiamo un tessuto per facciate tessili composto al 100% da bottiglie in PET riciclate. Ciò consente di risparmiare la materia prima fin dall’inizio.
Oltre all’agilità e alla sostenibilità, quali sono le carte vincenti delle architetture tessili?
La carta vincente in sé è una buona metafora per rappresentare l’architettura tessile: leggera, sottile, soggetta alla forza del vento se non viene tenuta tra le dita del  giocatore. Con le tensostrutture si può vincere molto scommettendo poco materiale, come con la vincita al gioco con la carta giusta. Questa è la principale analogia tra architettura tessile e un mazzo di carte: le strutture leggere sono giocose, molto meno massicce di un edificio in cemento, assolutamente sobrie quando si considera la loro impronta di CO2.
Dal nostro punto di vista questo è uno dei principali vantaggi dell’architettura tessile: nella maggior parte di casi si può ottenere una struttura unica con l’utilizzo di tessuti altamente tecnologici.

Il tessuto VALMEX

Quali sviluppi prevedete per il futuro?
Come parte del Gruppo Freudenberg, Mehler Texnologies segue il principio “Innovating Together”. Siamo entusiasti di sviluppare prodotti che soddisfino le esigenze dei nostri clienti. Molto spesso gli architetti e gli ingegneri a livello mondiale ci guidano verso l’innovazione dell’aspetto estetico dei nostri tessuti, per esempio con un tocco più tessile, maggiore translucenza e altro ancora. Recentemente abbiamo sviluppato un bellissimo prodotto chiamato VALMEX Concept Coral per un resort sul Mar Rosso: una rete con un motivo che verrà utilizzato in enormi ombrelloni che ricoprono gli spazi pubblici di un  hotel. L’ombrellone con motivi nei colori dei coralli attira già di per sé l’attenzione. I disegni inoltre creano ombre straordinarie sulle pareti circostanti: si tratta di un’innovazione assoluta nel campo dell’architettura tessile. Siamo certi che questo materiale farà tendenza, introducendo sempre più fantasie nel mondo delle tensostrutture.
Il nostro obiettivo di innovazione a lungo termine prevarrà, e richiederà continui sforzi di ricerca e sviluppo: continueremo sicuramente a cercare modi più sostenibili per fornire tessuti di alto livello che durino per i decenni a venire. In qualità di tessitori e spalmatori perfettamente affermati e di grande esperienza, ci sentiamo responsabili di un’industria rivolta verso materiali più ecologici, dove possibile.
Siamo desiderosi di ricevere l’input dai nostri clienti Italiani. Sono sempre stati importanti trendsetter non solo dal punto di vista dell’aspetto estetico, ma  anche per quanto riguarda la sostenibilità.
Per maggiori informazioni:
www.mehler-texnologies.com/en/

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